the TRACKS: Manchild

La superstar mondiale Sabrina Carpenter, vincitrice di due GRAMMY® Award, ha inaugurato il 2025 con il botto, e forse anche con un pizzico di vendetta, con il suo nuovo singolo, un’esibizione magistralmente prodotta che fonde il luccichio della disco, il brio del synth-pop e un tocco di impertinenza country in un unico brano deliziosamente graffiante. Fin dalle prime battute, Manchild sa esattamente cosa sta facendo:

C’è una linea di synth frizzante che strizza l’occhio agli anni ’80, un ritmo country trascinante nel backbeat e una lucentezza disco così raffinata che potresti controllare il tuo rossetto. È il tipo di fusione sonora che sembra allo stesso tempo retrò ed ipermoderna, come Dolly Parton sulla pista da ballo con Carly Rae Jepsen, e forse un po’ di glitter di Donna Summer aggiunto per buona misura.

“Did you just say you’re finished? / Didn’t know we started”, canta con tono impassibile e velenoso, con una voce dolce come lo zucchero ma un messaggio cristallino. Quel distico è solo la punta dell’iceberg del testo, pieno di umorismo pungente, occhi al cielo e critiche così specifiche che potrebbero essere state prese da una chat di gruppo. Laddove le pop star meno note potrebbero nascondere il loro disprezzo dietro vaghe metafore, Carpenter lascia volare gli occhi al cielo. Manchild non è un inno alla rottura; è una sessione di dissing con tanto di coreografia.

Poi c’è il video, che trasforma la canzone in un vero e proprio sogno febbrile di libertà e frustrazione, con un color grading così deliziosamente professionale da cui i giganti di Hollywood dovrebbero prendere davvero spunto. C’è qualcosa di catartico nel vedere Carpenter riconquistare il suo potere non attraverso canzoni commoventi o strappalacrime, ma attraverso una commedia tagliente e stivali glitterati. Manchild parla meno di un cuore spezzato e più dell’assurdità di uscire con un uomo la cui maturità emotiva ha raggiunto l’apice alle scuole medie. Questo singolo è il risultato dell’unione di satira pungente ed euforia pop: è davvero spettacolare.

Nel complesso, si: Manchild merita non soltanto di essere ascoltata, ma di essere ascoltata in repeat. Mi sento inoltre di consigliarvi vivamente di ascoltare l’album di cui fa parte, ovvero Man’s Best Friend nella sua interezza, specialmente Tears, When did you get Hot? e House Tour.

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